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E’ ambientato in Valle Bognanco il terzo romanzo della scrittrice pavese, che ha al suo attivo anche una raccolta di poesie.

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Elisa Contardi, poco più che ventenne (è nata a Broni, in provincia di Pavia, nel 1979) pubblicava il suo primo romanzo “L’amore che ritorna”, mentre la raccolta di poesie “Frammenti d’anima” esce nel 2008. L’anno successivo dà alle stampe “Vite che si sfiorano”.

Questo suo terzo romanzo è ambientato nella Valle Bognanco, dove ha ideato, promosso e sta portando avanti ormai da un quinquennio, l’omonimo premio di poesia, narrativa e fotografia. La scrittrice ora di fatto è bognanchese, anche se si alterna tra la sua terra natale, il pavese (per ragioni professionali) e il celebre centro termale ossolano (dove si ritempra nella quiete della natura montana).

Anche  ne “Il mistero della baita del cervo rosso(con in copertina una bella foto di Loredanaindex Gaggino), Elisa segue quelle che sono le tecniche per sviluppare la trama del racconto e darle unità di testo, in cui la sequenza degli avvenimenti, frutto di fantasia, ben si inseriscono in un ambiente e in una tradizione storica di luoghi reali, da lei conosciuti fin da ragazza, quando veniva in vacanza coi genitori.

Non posso, in questa breve recensione svelare la trama, poiché si sviluppa in un intreccio di mistero e di racconti nel racconto, che se conosciuti in anticipo tolgono fascino e piacere alla lettura, facendo venire meno la sorpresa finale. Comunque, queste parti salienti Elisa le introduce lentamente, sovrapponendo, su più piani e su più luoghi, la narrazione, lavorando su frammenti compositi e realizzando una visione complessiva, dove vengono delineati i personaggi con i tratti della loro personalità e del loro carattere.

Quando Alice Danesi, scrittrice affermata e tradotta in molte lingue, conosciuta dal grande pubblico che ormai la segue a ogni pubblicazione di libro, viene lasciata dal fidanzato Kevin, la sua vita sembra andare in frantumi. Per terminare il nuovo romanzo e riprendersi dalla delusione d’amore, decide di lasciare per qualche mese Milano, ritirandosi in un luogo solitario e tranquillo. Complice un annuncio, letto casualmente su internet, finisce per affittare una baita a Pianezza, una frazione della Valle Bognanco. Quest’esperienza, non solo le farà mutare la storia dell’opera in programma, ma sconvolgerà per sempre la sua stessa esistenza. Sarà il racconto della scomparsa del proprietario della “baita del cervo rosso”, avvenuta tanti anni prima e la presenza di un fantasma nel piccolo agglomerato di baite di Monticchio, ora abbandonato – così come le viene raccontato da Martino, il giovane proprietario dell’agenzia immobiliare – ad accenderle la fantasia. Ma quali relazioni misteriose si nascondono dietro quelle porte chiuse? Quali verità arcane racchiudono? E perché alla scrittrice accadono strani avvenimenti? E chi è realmente Martino? A poco a poco, Alice riesce a congiungere i tasselli di tutta una serie di colpi di scena e di vicende coinvolgenti. Solo alla fine, però, il lettore troverà la soluzione, quasi ci fossero stati legami occulti tra i personaggi del passato e quelli del presente. Ma a metà libro c’era già un indizio, che nel piacere della lettura, così scorrevole e forbita, ricca di osservazioni, considerazioni e riflessioni, all’interno di intricate storie che s’intrecciano, mi era sfuggito. Sfuggirà anche a voi, attenti e fedeli lettori di Elisa Contardi?

Giuseppe Possa

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Elisa Contardi e Giuseppe Possa

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