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Fino a ottobre: una retrospettiva alla Palazzina De Rodis (CasaPoscio) di piazza Mercato, a Domodossola (VB).

Osswald ritrattoSarà visitabile fino al 2 ottobre, nella palazzina De Rodis (Casa Poscio) di origine medioevale in piazza Mercato, nel centro storico di Domodossola, la mostra dedicata a Fritz Osswald, allestita a 50 anni dalla scomparsa dell’artista riscoperto di recente e considerato uno straordinario interprete della luce e del colore. “Il senso della neve” è il titolo della rassegna (curata da Marcovinicio per conto della Fondazione Poscio) che propone sessanta dipinti provenienti da alcuni collezionisti di questo pittore. I suoi stupendi quadri sfavillano di eleganza raffinata, di colori tenui, ma risaltati da sfumature intense nei contrasti di luce, colti con una maestria d’altri tempi, in tutto l’incanto della natura, soprattutto invernale.

Questa significativa retrospettiva, finalmente, segna una tappa importante per il recupero Osswald 001dell’attività di un artista offuscato dalle valutazioni limitative e riduttive di una critica legata, quasi unicamente, ai valori di mercato. Fu, infatti, relegato semplicemente tra i paesaggisti d’oltralpe, forse, perché nel secolo scorso, in cui vi furono rinnovamenti artistici di ogni genere e sperimentalismi di nuovi linguaggi, passando bruscamente dalla tradizione ottocentesca alle istanze moderne più avanzate, Osswald rimase fedele alla classicità, a un figurativo di bellezza senza idealismi e simbolismi. Nel ritrarre le montagne, le vallate, i laghi, nelle loro svariate forme irregolari, ne intercettava lo spirito del luogo, la poesia della luce, le tramature differenziate che ci sono nel tessuto coloristico della natura, colte nel fremito e nel respiro dell’atmosfera.

Winterlandschaft am Gschwandtnerbauer (Garmisch-Partenkirchen)_olio su tavola_57x76Figlio di uno scultore, Fritz Osswald, nato nel 1878 a Hottingen in Svizzera, frequenta le scuole primarie e gli istituti d’Arte, tra Zurigo e Monaco di Baviera. Subito apprezzato come pittore emergente, nel 1907 si sposa e l’anno seguente nascerà l’unica sua figlia. Viaggia molto (Italia, Austria, Paesi Bassi, Svizzera, Mare del Nord e Mar Bartico) fino a quando nel 1913 è invitato da granduca Ernst Ludwig d’Assia a far parte della colonia di artisti di Darmstadt (Germania), città in cui anche insegnerà e raggiungerà l’apice del successo. Dipinge assiduamente paesaggi innevati, scorci urbani, vasi di fiori, ritratti e nature morte. Muore nel 1966 a Starnberg, in Baviera, dove si era ritirato dal 1922 a dipingere panorami e scorci urbani, ma in particolare vedute invernali.

Sedotto dalla neve, l’artista la effigiò in innumerevoli tele, cogliendola quaAnemonen_olio su tavola_42x52si metafisica in riverberi sfolgoranti nell’abbaglio di un mezzogiorno o, con trasparenze nordiche, smorzata da un cielo coperto di nuvole, magari tra profili taglienti e luminosi, oppure in un bianco che soffoca la luce tra gli alberi o le baite. La neve è quasi sempre stata raffigurata da lui dentro paesaggi spesso maestosi e scenografici, in una vivacità di vibrazioni o in una quieta calma atmosferica.

Wintertag bei Mittenwald_olio su tela_100x110Tutte le opere esposte nella mostra di Domodossola sono raccolte in un prezioso ed esaustivo catalogo, pubblicato da Allemandi-M.me Webb Editore, intitolato “Fritz Osswald: il senso della neve”, curato da Marcovinicio, con testi (tradotti da Maurizio Ferrin in italiano inglese e tedesco) di Michele Bonuomo (“Un mondo calmo”), Davide Brullo (“L’artista che ha scoperto la neve”), Georg Biermann (Fritz Osswald. Un pittore di Monaco di Baviera”), Wilhelm Michel ( Fritz Osswald, un pittore di Monaco), Hermann Uhde-Bernays (Fritz Osswald – Monaco di Baviera).

Giuseppe Possa

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