10712775_10203358544868620_4273060198379310361_n.jpgLa mostra allestita da Sylvia Matera a Toceno (VB) durante l’estate ha messo in evidenza un’artista autodidatta, ma con una grande passione per il disegno, attitudine coltivata fin da bambina, che nel suo percorso di vita l’ha portata prima al lavoro di modellista nel settore abbigliamento e in seguito alla pittura. Dopo aver esposto in collettive importanti, ha allestito alcune personali ed è stata insignita del primo premio ai concorsi di Trontano e di Pettenasco dello scorso anno.

L’artista, attualmente residente a Crevoladossola (VB), ha trovato nell’iperrealismo la forma di espressione più efficace per rappresentare i suoi soggetti nel minimo dettaglio:12278659_10205577638384571_3428637359803908749_n ritratti, paesaggi dalle atmosfere ammalianti, scene di vita, nature silenti, oggetti inanimati. A prima vista sembrano il lavoro di un abile fotografo, ma in realtà sono opere realizzate con varie tecniche (matite, acrilici, pastelli) solo con la propria mano ferma e talentuosa, in immagini di un verismo nitido e preciso, esaltate e calibrate con geometrica precisione sia nella stesura della rappresentazione ottica sia nella riflessione speculare della realtà.

Durante la presentazione della mostra, da me curata, ho posto alcune domande a Sylvia Matera che ha risposto in modo esauriente e che qui riassumo brevemente.

 Sei nata in Francia, ma da quando sei sposata vivi in Italia. Racconta in breve il tuo percorso di vita: la famiglia, gli studi e quando è nata la tua passione per l’arte.

 <<Sono nata a Parigi il 12-07-1978. Da piccola venivo sempre in villeggiatura a Santa 13510886_10206965785887391_498459075522147047_nMaria Maggiore, nella casa di mio nonno, che era originario della Valle Vigezzo. Ho sempre avuto la passione per il disegno, infatti, ancora prima di iniziare a scrivere, coloravo qualsiasi cosa mi capitasse sotto mano. Poi, crescendo, ho cominciato a copiare i miei cartoni animati preferiti mentre li guardavo in tv. Inoltre, a volte, parlando al telefono, riempivo di manga il block notes di mia madre. Volevo frequentare la scuola per stilista, ma già all’epoca tutto il lavoro di disegno iniziava a essere svolto sul computer; a questo va aggiunto che i modelli viso e mani erano stilizzati e la cosa mi infastidiva. Inoltre, gli sbocchi professionali erano limitati, perciò ho 11230647_991071207604562_7827777999924087580_noptato per la scuola di modellista, che mi ha permesso di operare, comunque, nel campo della moda. A Milano ho lavorato per Hugo Boss e Cerruti; quando sono approdata in Ossola ho continuato a fare piccoli lavori di sartoria, unitamente a qualche contratto, in zona e per un certo periodo anche in Svizzera, così da potermi mantenere, lasciando nel frattempo in disparte la mia passione per il disegno. Da qualche anno ho deciso di dedicarmi completamente all’arte, visto che con la crisi in atto il lavoro scarseggiava>>.

Ormai sei sempre più conosciuta. Anche questa mostra contribuirà a farti apprezzare maggiormente qui in Ossola, nella nostra Regione e anche all’estero. Ritieni che il tuo essere qui ora, nella “Valle dei pittori”, abbia contribuito a farti crescere artisticamente? In particolare, nel tuo desiderio di dare sempre più colore alle tue opere segnicamente perfette.

10256547_10202225599745700_9072947353711204429_n<<Sicuramente il fatto di disegnare nella “Valle dei Pittori” mi ha aiutato molto, innanzitutto per la varietà di paesaggi e colori mozzafiato, ma pure perché trovo molta più concentrazione qui, rispetto alle grandi città, dove non riesco a rilassarmi. Inoltre, ho preso ispirazione anche dai famosi pittori vigezzini di un tempo, che mi hanno sempre affascinato, per il modo con cui realizzavano tratti e colori dei ritratti, alcuni dei quali sembrano bucare la tela e prendere vita>>.

Tecnicamente, da dove parti per le tue creazioni, immagino visivamente da una fotografia, ma quello che è certo e si capisce ammirandole, tu non usi nessun trucco come fanno certi improvvisati artisti, e l’unico mezzo che impieghi è l’abilità e la talentuosità della tua mano precisa e attenta, ma chissà quanto impegno e quante ore di lavoro stanno dietro a tale perfezione iperrealista che rasenta la precisione fotografica.

13118891_10206610705930614_223731516419025759_n<<Innanzitutto mi deve piacere quello che disegno. Una volta individuato il soggetto del mio imminente quadro, cerco, se possibile, di fare le foto personalmente; altrimenti, nel caso di personaggi famosi o di luoghi da me non raggiungibili, cerco tra le immagini quella “giusta”. Una delle cose fondamentali è la qualità dell’immagine, perché, dato che il mio iperrealismo si basa sui particolari, anche i più piccoli, devo poter ingrandire la foto senza perdere nessuna sfumatura. Ecco perché molti dei miei soggetti sono tratti da istantanee del fotografo Maurizio Besana, il quale, oltre a essere un caro amico, mi dà spesso consigli e punti di vista professionali. Altri scatti li ho presi dal fratello di mio nonno, mio zio Paul, amante come me della sua Vigezzo e con la passione per la fotografia>>.

Tu crei soggetti di tua iniziativa, quali preferisci? Ma lavori anche su commissione, quali sono le richieste che più ti vengono fatte? Immagino i ritratti.

index<<I miei soggetti preferiti sono i ritratti di persone, animali, e manga (cartoni animati giapponesi). Per quanto riguarda le richieste, ricevo molte commissioni su ritratti di famiglia e di animali da compagnia, ma anche disegni personalizzati, come inviti o bomboniere per matrimoni, locandine “oggi sposi”, personalizzazione di motociclette d’epoca (soprattutto Moto Guzzi) e di oggettistica di vario genere (statuette in gesso o in terracotta, tazze, piatti, ecc). Eseguo anche lavori su legno con il pirografo e su vetro con serigrafo>>.

I quadri come sappiamo si dipingono pure per vendere, in fondo anche gli artisti devono vivere e non sono esenti (almeno finora) dal pagamento delle bollette. Quindi proviamo a convincere un possibile acquirente a portarsi a casa una tua opera (magari anche qualcuna in più) da appendere in quella parete di casa, dove di sicuro starebbe molto bene.

<<Se alla gente piace la fotografia ma vuole qualcosa di personale, con i miei disegni può avere un compromesso tra la precisione fotografica e il calore energetico dei 12079167_10205394945897373_6929407564162863251_ncolori>>.

A un ragazzo o una ragazza che sognano o meglio aspirano a dedicarsi all’arte: tu cosa consiglieresti, affinché possano raggiungere quella qualità di lavoro da permettere loro di vivere, anche oggi, con una così difficile, dura e ritenuta dalla gente una precaria scelta?

<<Consiglierei di farlo per passione, e non solo per i soldi, perché si alternano momenti con tante richieste ad altri vuoti>>

(a cura di Giuseppe Possa)

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