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Catturax

Mostra al MADE4ART, via Voghera 14, Milano a cura di Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo. L’artista di recente ha pubblicato un elegante catalogo di fotografie, “Sequenze”, che si caratterizzano per il notevole impatto visivo e impressionano per tecnica e contenuto emotivo.

Al centro di queste immagini è la donna, con la bellezza del corpo femminile, in unaCattura2 sequenza che parte dall’inizio e tra alti e bassi si muove in alcuni percorsi che ne mostrano l’interiorità, le virtù e i difetti. Con le sue presenze e con i legami che la allacciano al ciclo vitale, attraverso l’amore infinito, è coinvolta nella crescita della nostra società che ella cerca di indirizzare, non verso conflitti e guerre, impulsi di odio e distruzione, ma di ricondurre, attraverso una danza di luce, alla propria vera natura: a un’alba di pace, serenità e gioia. E’ ciò che si percepisce ammirando queste visioni sensibili, vicine al linguaggio della poesia.

Sto sfogliando l’elegante catalogo di Massimo Giordano, un affermato fotografo che alla propria professione unisce il piacere artistico di creare istantanee, la cui sequenza propone un a18_18-max-jordan-1contenuto emotivo e lirico, che può accompagnare il lettore o il visitatore (a breve l’autore allestirà una mostra alla Galleria Made4 Art di Milano, via Voghera 14) a riflettere su queste tematiche, tra realtà e trascendenza. Le sue fotografie nascondono anche qualcosa di misterioso, che nasce dalla dialettica tra la potenza seduttrice dei titoli assegnati a ciascuna di esse e l’incantevole rigore formale della loro realizzazione. Dice l’artista: <<In questo lavoro ho voluto rappresentare un ciclo di vita attraverso immagini che mostrassero la materialità e la spiritualità di una persona in un percorso di vita. L’ho fatto mostrando attraverso la donna il visibile e l’invisibile che è in noi. Ho cercato in 20 immagini di toccare i momenti rappresentativi e di cambiamento che portano all’evoluzione dell’essere>>.

Sono scatti che – lontano dalla quotidianità, ma anche dalle immagini patinate – possiedono13164421_1748559102056315_133477860max-gior un loro fascino già soltanto osservando le pose della modella, presa qui come simbolo da cogliere e sviscerare nel proprio candore umano e spirituale. Le istantanee di Giordano, quindi, per elaborazione e interpretazione sono profondamente estetiche nelle forme armoniose e, nel contempo, traspirano una costante bellezza interiore.

Massimo – che ha iniziato la professione di fotografo nel 1987 al Giornale di Bergamo Oggi, occupandosi di attualità e cronaca – si è dedicato allo spettacolo, alla moda, ai personaggi, al gossip, realizzando importanti servizi: <<Per trent’anni>> afferma, <<ho pensato che il mio occhio servisse per ogni esigenza, attenendomi alle regole del mercato e del prodotto vincente. Un giorno mi sono accorto che era giunto il momento di fare qualcosa di diverso a12_12jordmax.jpge risvegliare ciò che era dormiente: la riscoperta di se stessi e della propria essenza. Inizia così il mio processo creativo, nel silenzio e nella riflessione. Inizialmente, mi sono ispirato all’arte figurativa, dove la rappresentazione artistica è volta al reale e alla mimesi. Poi mi sono avvicinato sempre più all’impressionismo, che meglio rappresenta le sensazioni e i colori dell’anima, preoccupandomi meno del mimetismo con la realtà>>. Ecco perché, dopo anni di lavoro nel campo editoriale, nel 2013, decide di dedicare tutto se stesso alla realizzazione del suo nuovo progetto artistico-fotografico. Alcune di queste sue opere iniziali sono già state esposte alla Prima Triennale d’Arte di Verona nel 2016.

Si nota subito, osservando le sue rappresentazioni, con quale abilità l’autore sa creare inconsueti accostamenti, che gli permettono artificiosità dotate di acute intuizioni. Egli filtra ciò che vede e poi lo rielabora in metafore armoniche, unitamente ai gesti, alle posture, alle espressioni mimiche esteriori delle figure. Inoltre, col suo smisurato senso a9_9massgiord1estetico utilizza il fascino della bellezza come strumento di scardinamento della coscienza dei riguardanti.  Da tutto questo traspare la profonda sensibilità dei suoi scatti avvolti da una luce delicata, circondata da un buio che sembra farsi largo per sommergerla. <<Nella vita>> conclude l’artista, <<ci sono momenti di gioia e momenti tristi, momenti dove dominiamo e momenti in cui subiamo, “Alti e bassi” e saranno causa di azioni e reazioni, ponendoci innumerevoli dubbi, portandoci a dover scegliere condizionati da chi visibile o invisibile ci circonda>>.

A mio avviso, il fil rouge che connette tra loro queste fotografie (le quali sanno richiamare pure peculiarità che si avvicinano al concettuale e all’astrazione, in particolare, là dove Massimo Giordano sfoca i contorni corporei, ora ammorbidendoli con chiaroscuri, ora stravolgendoli per oscurarne le fattezze), il fil rouge dicevo, oltre che nell’atmosfera fortemente emozionale, va ricercato, soprattutto nel loro valore estetico, nell’audace allegoria di una nuova ipotesi di vita e nella ricerca di affetti e sentimenti, non soltanto sensuali ma interiori, dell’animo, là dove risiedono le emozioni umane.

Giuseppe Possa

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