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chie Alessandro Chiello, che ha all’attivo anche diverse pubblicazioni di saggistica che vanno dall’arte al cinema, è ormai un affermato scrittore di gialli-noir e pure il suo terzo romanzo di questo genere, edito dalla libreria “La Pagina” di Villadossola (con in copertina un dipinto di Roberto Antonello), è dedicato alle inchieste del commissario Eugenio Cecchi, detto Gegè, alle prese questa volta con una duplice indagine che si snoda dai quartieri alti di Villadossola sino alle atmosfere autunnali di una Venezia affascinante. In “Morti a Venezia”, oltre 300 pagine scorrevoli e coinvolgenti, c’è un ragazzino annegato nel Rio Inferno, a pochi passi dagli argini dell’Ovesca, e ci sono cinque cadaveri trovati su altrettante panchine della città lagunare: è su queste morti che dovrà concentrarsi il commissario, tra personaggi ambigui e intriganti: <<Odio. Vendetta. Giustizia. Mentre ascoltavo Micaela e osservavo le foto dei cadaveri sulle panchine, queste terribili parole risuonavano nella mia mente. Odio. Vendetta. Giustizia. Amore. Amore. Non so perché, ma s’intrometteva anche l’amore tra i possibili moventi che mi stavo confusamente costruendo>> afferma il commissario.

Un paio di colpi di scena finali non deluderanno i lettori di questo libro, ben articolato e dalla trama serrata, anche perché è sicuramente il miglior romanzo dell’autore ossolano, sia per l’intreccio narrativo e lo stile di scrittura più maturo e consapevole, sia per lo scavo profondo nell’inquietudine e nei sentimenti delle figure di spicco ben caratterizzate.

Alessandro Chiello, vive a Domodossola e si è laureato in storia dell’Arte; ha giàindexchiello1 pubblicato il romanzo giovanile “Il re di Parigi” e quelli più recenti “Misteriosi omicidi sulle sponde dell’Ovesca” e “I delitti del Calvario”. Interessante il suo volume “Emozioni”, una personale descrizione e interpretazione di venti capolavori che hanno reso esaltante il percorso della storia della pittura attraverso i secoli.

Giuseppe Possa

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