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Il Comune di Stresa e la Banca Mediolanum celebrano con un’antologica il pittore di Villadossola. La mostra sarà inaugurata sabato 27 maggio alle ore 18.

STRESAUgo Pavesi ha esposto in numerose mostre e grande ammirazione ha ottenutoug pav stresa la sua personale del 2000 a Villadossola, dove ha presentato i famosi “quadroni”, oltre trenta opere di grande formato. Quest’anno, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Stresa e della Banca Mediolanum di Gravellona e Borgomanero, gli sarà allestita nella Palazzina Liberty di Stresa un’antologica per celebrare la sua lunga attività artistica, con inaugurazione sabato 27 maggio, alle ore 18. A tale proposito, già può capitare di incontralo sul lungolago, mentre dipinge per preparare questa importante esposizione.

Quello che mi ha subito colpito nella sua pittura fin dall’inizio, lo seguo da più di quarant’anni, sono la poesia, la serenità d’insieme delle composizioni e quella Val_Venosta_60x80pavsensazione di pulito che i suoi quadri trasmettono. Ci si sofferma di fronte ai paesaggi dell’artista di Villadossola (città dove è nato nel 1941) sulle emozioni che si provano ad ammirarli, oltre che sulle profondità dei piani, sulla bellezza del colore e sulle sempre giuste prospettive. Così pure succede nell’ammirare le nature morte e i ritratti (per due anni consecutivi negli anni Ottanta ha vinto un concorso per il ritratto dal vero), in cui riesce a cogliere il carattere e la personalità del raffigurato, tanto da far commuovere qualche committente.

Veniva giustamente definito dai critici un impressionista, ma forse aveva più ragione lo storico dell’arte Gianfranco Bianchetti (tra l’altro gli ha scritto la prefazione della corposa monografia) che coglieva in lui una pittura post-realista di sensazioni. Pochi artisti sono riusciti a illuminare le montagne, i cieli e la neve come Pavesi, nelle cui tele i colori appaiono ben intonati e luminosi, seppure con un leggero velo di malinconia, lo phoca_pavesil_Maggio_a_Fondotoce_45x60_PUstesso che sembra appartenere al suo carattere. Ci troviamo, dunque, di fronte a un autentico interprete della pittura dal vero, il quale oltre alla padronanza tecnica e stilistica, frutto di tanti anni di ricerca e di lavoro, ha unito una smisurata e provata passione. Ugo Pavesi, persona affabile e modesta, non si accontenta mai dei risultati raggiunti, tanto da andare al di là dell’arte tradizionale, con una pittura personale, poetico-realistica, che trova forse un’eco lantana nei grandi del passato, ma in chiave contemporanea. Bisogna dargli atto di non aver mai ceduto alle lusinghe delle mode pittoriche del momento, sempre fermo nelle sue convinzioni: egli, infatti, dipinge e interpreta sul posto il soggetto, filtrato dalla sua sensibilità.

Giuseppe Possa

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