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Ogni post che mettiamo in bacheca

passa dalla home e poi si reca

giù nelle cantine di Facebook.

Ogni tanto qualcuno bussa: tic tuc,

dice “mi piace”, approva o contesta

giustamente con la propria testa.

Scriviamo come tanti protagonisti:

presidenti di Repubbliche o ministri,

allenatori di squadre internazionali,

scrittori, critici su riviste e giornali,

artisti o perfino poeti sul Parnaso,

degni di un genio non dovuto al caso.

Sarà! Eppure io credo, anzi son certo

che se un Omero o un Dante, un inserto

dallo scorrere di questo fiume

estraesse, togliendone il pattume,

ne trarrebbe la storia del sistema

di una società che a volte trema

di fronte a problemi, guerre e crisi,

ma che è anche ricca di sorrisi,

felice di vivere liete avventure,

che lavora, fatica e scaccia le paure.

Ecco: se una Divina Commedia, un’Odissea,

sono di un’epoca il canto, la prosopopea,

come l’Eneide, i Veda o l’ Orlando infuriato,

così quel canto che fosse elaborato

dai contenuti facebookiani messi in fila,

sarebbe letto come il “poema del duemila”,

con la nostra Storia in versi o in prosa

anche se ogni singolo post è poca cosa.

Giuseppe Possa

Risultati immagini per copyright(già pubblicata su www.pqlascintilla.ilcannocchiale.it il 29.09.2011)

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