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Una galleria in alta montagna, aperta in estate a Campieno, frazione del Comune di Crodo (VB) http://www.galleria-mattioli.eu E’ la visita allo Spazio Arte Mattioli un’occasione da non perdere per gli amanti dell’arte e della montagna che potranno così apprezzare opere pittoriche e, nel contempo, ammirare un interessante abitato attorniato da uno scenario alpino imponente e meraviglioso.

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Ha acquistato una vecchia stalla con fienile a Campieno, una piccola frazione di Crodo sopra Cravegna e l’ha completamente ristrutturata, adibendola a spazio espositivo. Proprietario è il milanese Roberto Mattioli, un artigiano di oggetti d’arte, che da anni soggiorna in questa incantevole località, tra i boschi della Valle Antigorio.

image7351Per il periodo estivo, l’insolito e appassionato gallerista, coadiuvato dalla moglie Carla, apre liberamente al pubblico questa baita, accanto alla propria abitazione di villeggiatura, che contiene le sue interessanti collezioni. Un’occasione per i visitatori di ammirare stupendi quadri e oggetti d’artiginato, disposti su tre piani, e nello stesso tempo di passare una bella giornata in un luogo ameno e tranquillo, ai piedi del Monte Cistella, da cui si può ammirare uno splendido panorama dell’Ossola: dalla Valle Antigorio alle vette della Val Formazza e dell’Alpe Devero.

Insomma, un’occasione da non perdere per gli amanti dell’arte e della montagna che potranno così apprezzare, in primo luogo le quasi 200 tele di Carlo Aimetti, disposte nel piano rialzato. Nell’ampio sottotetto fanno bella mostra di sé oggetti artigianali unici o pubblicitari, quali quelli della Crodo. Al pianterreno ci sono in esposizione quadri dei più noti artisti locali, insieme ad altri di fama. Come Arduino Nardella (che ha esposto con Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Francesco Messina), nato a S. Severo di Puglia nel 1907 e si è spento a Nizza nel 1978. La sua pittura è fatta di spessori e pennellate dense, di colori cupi e di materie forti, dove le immagini acquistano una tridimensionalità, costruita in un mondo tattile ma immaginario. Gli fu dedicata una grande retrospettiva al Castello di Bari nel 1981, curata e presentata dal critico Achille Bonito Oliva.

Vanno accennate anche alcune opere di Antonio Radice, nato a Mede nel 1948 e che si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera. La sua pennellata luminosa illustra figure e personaggi, in gesti ancestrali o misteriosi, racchiusi dentro architetture fantastiche.

Poi, Adelchi Galloni, sessantenne di Milano, che realizza cartoni animati per laindex pubblicità e mediometraggi per lo spettacolo, prodotti dalla Gamma film. Questo pittore ha illustrato importanti campagne pubblicitarie per Fiat, Alitalia, Innocenti, Knorr, Shell, Barilla e per altre importanti aziende. Illustrazioni di Galloni sono apparse su quotidiani e riviste (Corriere della Sera, Grazia, Donna Moderna e Anna) e numerosi libri per ragazzi. Ha vinto, tra gli altri premi, nel 1965 la Palma d’Oro al festival di Cannes (Carosello “Comitato Cotone”), nel 1969 la medaglia d’argento all’International Festival of New York (Film e TV Saloon), nel 1975 la palma d’argento al Festival di Bordighera e nel 1987 il premio Andersen di Sestri Levante. Per tutti questi artisti, negli anni, Mattioli ha allestito delle mostre al pianterreno.

Torniamo ora a Carlo Aimetti, di cui Mattioli è sicuramente il maggior collezionista,Immagine tant’è che nel 2007 lo ha ricordato con un inserto di 20 pagine sulla rivista di cultura e arte “ControCorrente”. Il periodico fu presentato a Campieno dal direttore Gianni Pre e dal critico Andrea Pelfini, in occasione dell’esposizione di oltre 150 opere del pittore lombardo. Nato a Bisuschio (VA) nel 1901 e morto a Milano nel 1987, Aimetti ha dedicato tutta la sua vita alla pittura di paesaggio, dipingendo con tecnica raffinata montagne, laghi, marine, parchi, ville e giardini, in un tripudio di colori; ma soprattutto interpretando, con visione impressionista e grande amore, i suoi luoghi natii, tra le Valli Ceresio e d’Intelvi. Pur avendo avuto in vita un notevole successo, come documentano anche i dizionari Comanducci, Il Quadrato, il catalogo francese delle aste e delle quotazioni Akoun. E’ stato poi in parte dimenticato, anche perché ha sempre vissuto in solitudine, trascorrendo, infine, gli ultimi anni della sua esistenza in un ospizio. Mattioli, dopo il casuale acquisto di alcune opere dell’artista, ne è diventato un appassionato collezionista e lo sta riportando alla fama che merita.

Interessante è la produzione paesaggistica di Carlo Aimetti, in ben delineati ambienti naturali, quelli valligiani soprattutto, da cui ha tratto costante ispirazione e ha tradotto in piacevoli impressioni, cromaticamente vive e d’intensa emozionalità. Ha esposto in numerose città d’Italia: Milano, Torino, Genova, Napoli, Como, Udine, Bergamo, Varese, Lecco, Novara, Trieste, Parma. Si sono interessati di lui molti giornali: Il Giorno, La Notte, Corriere degli Artisti, L’Eco di Bergamo, Il Corriere della Sera, Il 10390214_827083763969741_1582836142034931173_nCorriere Lombardo, Il Messaggero Veneto, oltre a numerose riviste d’arte, cataloghi e dizionari. Tra le doti di Aimetti, oltre la pittura, va ricordata la sua passione e sensibilità verso la musica: maestro nel suonare il violino e l’organo ha studiato al Conservatorio di Milano e si è distinto in numerosi concerti di musica classica. <<C’è un avvenimento che me lo ricorda>> conclude Mattioli, caparbio gallerista, amante dell’arte e della montagna: <<Quando ero giovane cantavo in un coro di Milano e in diverse occasioni venne lui a dirigerci, per sostituire il nostro maestro che era sovente ammalato. Lo ricordo ancora, mi è rimasto molto impresso per la sua umanità e semplicità d’animo, ma allora non sapevo che fosse un pittore di fama>>.

Giuseppe Possa

a pag. 26 della rivista di Riccardo Faggiana Ossola.it trovate un articolo sullo Spazio Arte Mattioli: https://issuu.com/ossola/docs/ossola12

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