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Il pittore di Villadossola (VB) ha dato alle stampe un’antologia delle sue opere (Ed. Saccardo). A fine Settembre una mostra dei suoi lavori nella sala mostre del Teatro La Fabbrica, dai paesaggi alle nature morte, fino a quei suoi soggetti surreali e fantastici di sogni e sensazioni.

VILLADOSSOLA – Fresco di stampa, è in libreria il volume che contiene alcuneIMG_3737[1] riproduzioni delle numerose opere realizzate da Roberto Antonello, in tanti anni di silenzioso lavoro. Egli ha raccolto e inserito nella raffinata pubblicazione (Edizioni Saccardo) paesaggi, nature morte, fiori, soggetti tra figurativo e simbolismo stimolati da sensazioni emozionali e alcuni disegni a carboncino.

Nei testi critici che l’accompagnano, Alessandro Chiello, Adelmo Vaghi e Renato Balducci mettono in rilievo il suo mondo di immagini poetiche e ispirate, capace di sensibilità visiva e colori accesi, vivaci, che catturano. Antonello si definisce autodidatta, nonostante che in gioventù abbia frequentato i maestri Primo Sinigaglia e Peppino Stefanoni, ma per modestia ed eccessivo rigore, è sempre stato restio a dare alle stampe un’antologia dei suoi quadri. Il libro di Antonello appare come un diario umano e professionale che racchiude tutto il suo universo pittorico.

img_37401.jpgDunque, Roberto Antonello ha finalmente deciso di pubblicare un catalogo con alcune delle sue numerose opere, realizzate in tanti anni di silenzioso ma proficuo percorso pittorico. Per modestia ed eccesivo rigore, è sempre stato restio a mostrare le sue tele, anche se ha allestito qualche personale e ha partecipato a diverse mostre collettive. Oltretutto nel 1990 gli è stato assegnato il  prestigioso premio Intra, organizzato dall’associazione “Pacian”, per il quadro “Viganella vista dal mio balcone”: una tela dal tocco impressionista, vivace per i colori, la luce, il movimento delle pennellate e il taglio dall’alto in basso. Caratteristiche con cui ha continuato e continua a proporre la sua natura trasfigurata e carica di poesia. Inoltre, quando la città di Milano accoglieva giovani di talento, era stato premiato con l’Ambrogino d’oro (quello che oggi è consegnato solo a personalità note), e l’ambìto riconoscimento consisteva in una medaglia d’oro raffigurante Sant’Ambrogio e una pergamena, firmata dall’allora sindaco Carlo Tognoli.

Nell’angoscia esistenziale di oggi è perfino”terapeutico” incontrare una personaimg_37381.jpg genuina e amabile come Roberto, i cui quadri, in uno sfolgorio di colori, accendono negli occhi una calma serafica: la stessa che l’autore emana nella vita. I suoi paesaggi sono tradizionali, ma con cromie moderne. Alcuni di essi, assumono visioni magiche al limite del surreale, dove figure idealizzate, dall’aspetto fortemente intimistico e dalle ambientazioni che paiono giungere da un tempo indefinito, stimolano riflessioni sull’umanità contemporanea e sulla necessità di salvaguardare la natura.

Antonello rivive in modo poetico gli scenari della sua terra che vanno da quelli montani a quelli lacustri, assecondandone in varie tele, quel verde esuberante e img_37391.jpgprotervo che molti artisti sovente cercano di smorzare. Spesso si trovano scorci invernali che suggeriscono una dimensione di raccoglimento eseguiti con delicatezza pittorica e dosaggio di contrasti tonali. Altre volte, le vedute di Antonello, dipinte con effetti chiaroscurali e con coinvolgente partecipazione emotiva, sono delineate con immagini fresche e immediate che riflettono angoli reali o individuabili di un luogo, ma con una ideale e fantastica visione.

Giuseppe Possa

(Eco Risveglio Ossolano)

Antonello pitt vil

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