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borgnis la locandaMario Borgnis, scrittore ossolano nato a Domodossola nel 1967, ha dato alle stampe il suo sesto libro: “La locanda”, un lungo racconto con prologo ed epilogo, dai risvolti inquietanti, ambientato prevalentemente in Valle Vigezzo, in cui l’autore – come scrive nella prefazione Sandra Vandoni – mescola il sacro con il profano, le vicende storiche e la fede, inoltre, gioca anche con il linguaggio che richiama nei dialoghi la parlata dell’epoca medioevale. Prosegue poi la professoressa Vandoni sostenendo che è pure ben romanzato l’episodio, realmente accaduto, del Miracolo di Re che vede lo Zuccone tirare la famosa piodella che fa sanguinare l’affresco della Madonna e conclude infine: <<Ben pennellati i personaggi dai diversi caratteri e la protagonista che via via prende spessore e porta alla luce i colori autentici di uno spirito tanto vivo da non temere la morte. Ancora una volta una donna  forte che non si piega e mantiene sempre la sua libertà interiore che la condurrà a vincere la propria battaglia. Un finale che apre alla speranza premiando il coraggio contro le ingiustizie>>.Mario Borgnis, a conclusione del libro ha voluto pubblicare pure un bel racconto, “Pensieri d’inchiostro”, della figlia Greta (classe 2004) chiedendomi di scriverle una breve prefazione che ovviamente ho stilato, come mi era già successo in passato con altri giovani, i quali, divenuti poi adulti, si sono affermati nel mondo artistico, letterario o giornalistico, anche se magari solo a livello provinciale o regionale, per ora. E questo le sia di buon auspicio! La pubblico qui, non prima di aver aggiunto che il libro – edito da “Area digitale Andersen”, Novara – ha la copertina ideata da Lorenzo Cancelli e all’interno un disegno – a coronamento del racconto “Pensieri d’inchiostro” – di Davide Cancelli, coetaneo di Greta.

Prefazione a “Pensieri d’inchiostro” di Greta Borgnis

Non è compito facile presentare o meglio tenere a battesimo una ragazza che pubblica per la prima volta (grazie al padre che l’ha avviata presto alla lettura, ma che non l’ha mai marioborgnisfiglia2spinta, condizionata o aiutata a scrivere), se si pensa a quanto dovrà ancora studiare e impegnarsi, in questa società non sempre disposta ai richiami della letteratura, prima di vedere riconosciuto e apprezzato il proprio lavoro: e questo anche quando l’esordiente si presenta – come nel caso di Greta Borgnis (classe 2004) – con le qualità necessarie, naturalmente tenendo conto dell’età.
Per un critico, non è facile in questi casi formulare valutazioni o giudizi; potrebbero essere affrettati. Tuttavia, gli adolescenti, quando possiedono buone prerogative e intuizioni letterarie (sia nella stesura narrativa, sia nelle capacità di raccontare), non vanno emarginati, chiedendo loro di attendere momenti più maturi; devono essere, invece, incoraggiati e presi in considerazione, soprattutto per la parte migliore con cui sanno esprimersi.
E’, infatti, un racconto coinvolgente, questo di Greta, da leggere con attenzione, anche perché la giovane autrice, con fantasia, s’immedesima in un libro del padre, “Non giocare col fuoco”, che sta con altri, tra scaffali e divani, nella casa di una famiglia cittadina qualsiasi. Greta riesce, con una scrittura scorrevole, a descrivere le loro ambizioni, i loro pensieri, le loro gelosie e pure la personale lotta per essere letti, ma soprattutto per non finire nel fuoco o nella spazzatura.
Con dialoghi serrati tra questi “protagonisti” dai pregi e dai vizi umanizzati – dizionari, atlanti, volumi di vario genere, romanzi e… (amore di figlia) tutti i testi pubblicati dal padre Mario – Greta fa riflettere i suoi coetanei, ma anche noi, sull’importanza della lettura per la propria crescita umana e intellettuale.
Ritengo, pertanto, che questo suo esordio sia certamente positivo; inoltre, sono certo che saprà progredire in fretta, scoprire dentro di sé nuove idee e spunti con i quali trovare più maturi orizzonti, per raggiungere quel meritato successo a cui aspira nel magico mondo della letteratura, con le sue opere nelle librerie, sulle mensole delle case, nelle anime dei lettori… e, perché no, anche in e-book.

Giuseppe Possa

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