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40057893_2141837372770705_5507543461101830144_nBiografia: Antonio Rondoni (nome d’arte Ron Redi) nasce a S. Pietro in Lama, provincia di Lecce, nel 1945, dove il padre, durante il secondo conflitto mondiale, milita nell’aviazione, ma subito dopo, lasciato l’esercito, se ne torna con la famiglia nella sua città, Domodossola. Per Antonio, fin da piccolo, carta e colori sono i suoi giochi prediletti. La scuola non lo appassiona, anzi si dimostra svogliato, per cui i genitori lo indirizzano in un Collegio di Torino, dove termina gli studi. Tornato a Domodossola, entra a far parte di un’importante Società pubblicitaria, come grafico.

Siamo nella metà degli anni Sessanta e nel tempo libero si diletta a dipingere a olio paesaggi, ritratti e nature morte, da autodidatta; infatti, non ha mai frequentato maestri, JXYM0873né partecipato all’attività artistica ossolana. Nel 1972 si sposa, avrà due figli; dopo qualche anno abbandona l’impiego e si dedica alla cava di proprietà del suocero e da allora ha sempre operato nel campo dei graniti. Solo saltuariamente riprende ancora la tavolozza e i pennelli, ma verso il 2010 inizia a dipingere con continuità e a tempo pieno: dapprima, decorando oggetti in ceramica o vetro, in seguito tornando alla pittura su formati diversi che lui stesso prepara con materiali di recupero. Da questo momento, però, utilizzerà i colori acrilici e non più quelli a olio.

Inizialmente, si diletta a eseguire copie di pittori famosi su commissione; poi a IMG_E8336.JPGriprodurre soggetti di Botero, di Modigliani o di altri pittori, sostituendo i visi dei personaggi con quelli di amici, di conoscenti o di chi glielo chiede, riportando pure, su ordinazione, facce dei loro animali domestici. L’idea che trasmette ai raffigurati è questa: “l’autore avrebbe dipinto il vostro viso in questo modo”! Ha effigiato anche numerose Madonne del sangue che riesce a piazzare proprio in un negozio di Re, come oggetti devozionali. Ora da qualche anno, soprattutto dipingendo su tela, ha trovato uno stile personale, sfruttando astratto o figurativo separatamente, ma anche inserendo segni e forme, visi e corpi di persone o paesaggi stilizzati, all’interno di composizioni informali fantasiose e dai colori surreali.

Rondoni non ha mai allestito mostre personali in passato, ora però ha un’esposizione permanente a Cantù, in Brianza, e un architetto indiano, dedito all’attività nel campo artistico, è il punto di riferimento sul mercato, per la vendita delle sue opere.

 Attività artistica: Se si osserva la vasta produzione di Antonio Rondoni, che copre aspetti diversi dell’arte, ci si rende conto che egli possiede la manualità dell’artigianoSWZM2330.JPG solerte e l’estrosità del pittore autodidatta. A livello di decorazione su ceramica o vetro, ha notevoli capacità iconografiche e ornamentali, sia nella raffigurazione di disegni originali con fiori, pesci, persone o animali; sia nella riproduzione di maschere, immagini devozionali, particolari di scorci o vedute. La sua cifra stilistica eccelle nella disposizione delle figure varie, affidate a colori vivi, ben delineate da fondali bianchi oppure blu marini che avvolgono l’intero oggetto: vaso, anfora, piatto, piastrella o bottiglia che sia. Tutti bei soprammobili miniati con vivacità di tocco e tanta grazia.

Le copie dei quadri d’autore che imita sono da lui riprodotte su tela, in una precisa rivisitazione che deriva dalla sua esperienza nel campo della grafica. I volti delle persone raffigurate – che sostituisce a quelli originali, riproducendo quadri di pittori noti, dai cui media l’intera ispirazione – sono dipinti con verosimiglianza e ben accettati dai committenti che si riconoscono e si “piacciono” all’interno del “falso” celebre o, comunque, popolare.

I lavori, però, che più ne rispecchiano il carattere e la tecnica pittorica, dove insomma pare maggiormente personale, sono quelli contrassegnati dai toni freschi e limpidi coi quali ritrae scorci e paesaggi in una distesa piatta, ma espressiva di certe visioni di agglomerati abitativi. Così pure nelle nature morte, nei vasi di fiori, nella ripresa della natura durante le quattro stagioni (si osservi, per esempio, quella dedicata alla “Cascata del Toce”, dove l’intensità dell’acqua e i colori dell’ambiente circostante ne delineano le scansioni nel trascorrere dei mesi).

KOEM9920Il suo stile si rende manifesto, anche nella diversità dei soggetti e nell’ampia varietà dei motivi delle tele, nella strutturata vibrazione fantasiosa dei colori, nella tersità delle atmosfere, liriche e palpitanti. Paiono visioni oniriche legate agli incantamenti ludici della giovinezza, soprattutto quando queste strutture figurali sono racchiuse da elementi astratti creati dalla fantasia dell’autore, in forma di cerchi, di strisce o di colature cromatiche.

Si può aggiungere che in altre opere le scene si fanno molteplici, visionarie, ove il sogno diviene per Rondoni motivo primario d’indagine, su uno sfondo incantato, rilucente di energie che producono atmosfere colme di colori caldi, dove si muovono figure solitarie, amanti, a volte d’imitazione, che con la loro sensualità e bellezza emanano la sensazione positiva ed emozionale di un mondo immaginario.

Siamo dunque di fronte a un pittore sì autodidatta, fuori da ogni omologazione artistica, ma capace di rappresentare con istinto pittorico e interpretare con stile personale il mondo “fantastico” che lo circonda.

Giuseppe Possa

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G. Quaglia, A. Rondoni, G. Possa

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