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Villadossola e dintorni visti con occhi un po’ diversi” è il titolo della mostra fotografica di Mario Pasqualini, organizzata dal Formont di Villadossola e dalla Cinefoto di Domodossola. L’esposizione è stata inaugurata il 15 gennaio e sarà visitabile fino al 28 febbraio 2019 (il martedì e il mercoledì, giornate d’apertura al pubblico del ristorante didattico del Formont).

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Mario Pasqualini, noto fotografo per passione di Villadossola,  con gli scatti di questa mostra vuol far “vivere” la sua città e i dintorni “con occhi un po’ diversi”, cogliendo scorci particolari, spazi emozionanti, tramonti o aurore, in cui si stagliano le chiese del Piaggio, della Noga o di S. Bartolomeo, o altri ambienti in cui si scorgono luoghi caratteristici o edifici quali La Fabbrica, oppure prendendo al volo alcune particolarità atmosferiche, come un istantaneOLYMPUS DIGITAL CAMERAo arcobaleno o un fulmine che improvviso scintilla sopra la città. Sempre, però, utilizzando intuizioni personali per ottenere risultati migliori, evadendo la routine degli amatori di quest’arte, un tempo definita minore, ma che al contrario oggi sta ottenendo sempre più importanza, con ampi consensi di critica e di pubblico.

Pasqualini, a mio avviso, cerca un modo, attraverso le sue fotografie, per vedere la realtà davvero in maniera diversa quando cattura atmosfere paesaggistiche o effetti fiabeschi nei fiumi Ovesca e Toce, che riescono a trasmettere emozioni profonde non solo nell’autore, ma ugualmente in chi le osserva. Di certo questo è uno dei suoi “obiettivi”: vedere gli ammiratori delle sue opere affascinati, sorpresi e incuriositi, se non addirittura stupiti nello scorgere lampi di poesie in quegli scatti più riusciti.

Non servono parole per ottenere questi risultati, occorrono passione, pazienza e attenzione; inoltre necessitano conoscenze tecniche e di visione che alla fine fanno la differenza tra un semplice scatto o una “fotografia” che esprime sentimenti. Tutto queste caratteristiche, Mario le possiede fin dagli anni giovanili, quando OLYMPUS DIGITAL CAMERAdipingeva. Tant’è vero che è possibile intravedere qui l’eleganza di alcuni tagli o improvvisazioni scenografiche colte nelle vedute, tipiche della pittura. In tal modo, egli interpreta e magari evita certi elementi di “disturbo”, ora allargando lo sguardo o allontanandosi dal soggetto, ora avvicinandosi ad esso, ma sempre per completare una propria visione delle cose e del paesaggio urbano, le cui forme e peculiarità ben si adattano a materializzarsi sotto forma di immagini “diverse”. Questo soprattutto quando Pasqualini, esaltando geometrie antiche e composizioni di spazi antropizzati, in cui l’uomo è intervenuto sull’ambiente naturale, sembra sperimentare e giocare con la luce e le ombre, esplorare immagini e significati, cercando di rappresentare anche visivamente il taglio fotografico che prima già era nella sua immaginazione.

Giuseppe Possa 

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G. Possa e Mario Pasqualini (foto Carlo Pasquali)

Mario Pasqualini è nato a Milano nel 1947 ma risiede in Ossola da circa quarant’anni. Ha iniziato ad appassionarsi alla fotografia una cinquantina d’anni fa usando una Reflex analogica, poi la passione per la pittura ha prevalso sulla fotografia, alla quale è però tornato a dedicarsi con l’avvento del digitale. Inizialmente si è ispirato ai fotografi paesaggisti contemporanei della scuola anglosassone, ma col tempo ha seguito un proprio percorso di ricerca e di lenta evoluzione estetica.

 

<<Se è vero che una fotografia di paesaggio o più in generale una fotografia di natura non deve essere la rappresentazione oggettiva della realtà bensì l’interpretazione soggettiva di OLYMPUS DIGITAL CAMERAessa, Mario Pasqualini ci offre, con le sue immagini, la dimostrazione evidente di tale asserzione; infatti le sue foto sono il risultato della particolare relazione emozionale che si crea tra fotografo e natura nel momento dello scatto. Potremmo definire le sue immagini “intimistiche”, in quanto filtrate dalle emozioni e dagli stati d’animo dell’autore. Questa interpretazione soggettiva della realtà Mario la ottiene già in fase di scatto, utilizzando per la ripresa dei suoi sottoboschi fiabeschi, obiettivi particolari che creano sfocati pittorici oppure, per la ripresa dei suoi paesaggi, servendosi di appositi filtri che esaltano i colori e i giochi di luce. Anche l’uso di focali “lunghe” contribuisce, in alcune sue foto di paesaggio, a comprimere le prospettive, creando interessanti effetti grafici>>.

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F. Sbaffi, L. Colangelo, M Pasqualini (foto Carlo Pasquali)

(la mostra  “Villadossola e dintorni visti con occhi un po’ diversi è stata inaugurata, il 15 gennaio 2019 dalla direttrice del Formont Luisella Colangelo, dal presidente della Cinefoto Ferruccio Sbaffi e dall’autore delle immagini, Mario Pasqualini)

inizia a nevicare

Villadossola: Chiesa di S. Bartolomeo

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