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DOMODOSSOLA – Tra gli anni Sessanta e Novanta vi è stato un grande interesse in Ossola per la pittura, mai forse come in quel periodo vi è stata tanta attenzione per le mostre personali e collettive. Questo sicuramente anche grazie al considerevole impegno che Carlo Bossone ha dedicato negli anni della sua vita per far crescere artisticamente una schiera di allievi, tanto da essere considerato un capostipite. Tra costoro, sicuramente uno dei più capaci nella distribuzione del colore sulla tela, c’è stato pure suo figlio Giovanni, morto prematuramente nel 1985, il più “bossoniano”, non solo perché legato da vincoli familiari. Giovanni Bossone, pittore nel senso più conservatore del termine, ebbe un’intensa attività espositiva, fino a raggiungere nei suoi periodi migliori una decina di personali all’anno, in varie regioni d’Italia e all’estero (espose anche a Buenos Aires in Argentina), sponsorizzato dal cugino Giuseppe. In occasione di una sua mostra a Roma nel 1972, la ‘Cine Luce’ girò un ‘reportage’, che fu poi proiettato in tutte le sale cinematografiche prima dell’inizio dei film.

Soprattutto nelle ‘nature morte’ e negli ‘interni’ ha ottenuto quella pienezza espressiva e vigorosa degli ambienti montani, in una dimensione ancora di umanità vallegiana, con la pace e il silenzio che si respirava nelle baite immerse nella quiete, lungo i sentieri di un’Ossola ormai scomparsa. La scelta tematica dei paesaggi, il colore pastoso e intenso della tavolozza, i tagli delle luci nelle vedute e scorci degli alpeggi sono quelli tradizionali, tipici della nostra pittura all’aperto. L’impostazione visiva dagli ampi orizzonti, di respiro più esteso, è però senz’altro personale vista nel tratto più intimo e poeticamente popolare, essendo egli stato un amante della natura in senso schietto.

Nato a Torino nel 1931, ha quasi sempre vissuto in Ossola, tra Domodossola e Vanzone S. Carlo. Anche il figlio di Giovanni, Riccardo, ha seguito le orme paterne e del nonno, ma ampliando la sua produzione artistica dal figurativo, con scelta moderna, all’astratto. Racconta Riccardo Bossone: “Nonostante la nostra tradizione, la mia strada sarebbe stata quella di fare il geometra. Mio padre voleva a tutti i costi che finissi gli studi prima di insegnarmi a dipingere. Purtroppo morì appena mi diplomai, ma nonostante questo appresi e mi dedicai alla pittura facendone il mio lavoro”. (Nella foto: ritratto di Giovanni Bossone eseguito dal figlio Riccardo. Sotto un paesaggio montano di Giovanni Bossone)

Giuseppe Possa

(articolo apparso anche su Eco Risveglio Ossolano)