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img_e9222[1]Artista milanese poliedrico: uomo di spettacolo, scrittore, autore di canzoni e di teatro, regista, blogger e pittore, questo insolito “Gentil homme italien” (come lo ha definito la stampa internazionale) ha ottenuto, in ogni campo in cui opera, premi e riconoscimenti con unanime consenso di critica e di pubblico. Con Elizabeth Boudjema (sua compagna) e altri artisti ha dato vita all’Associazione “Un artista in bicicletta – Cultura Mobile & Arti Sostenibili” e a vari progetti creativi di ricerca in diversi ambiti culturali.

Non conoscevo di persona Roberto Sironi fino ad oggi. Avevo sentito parlare di lui come pittore e in diverse occasioni mi era capitato di ammirare alcuni suoi dipinti, ma solo quando ho consultato il suo sito mi sono reso conto della poliedrica e talentuosa attivitàvisionemetropolitana-acrilicosutela-100x100-robertosironi di questo artista milanese. Uomo di spettacolo, scrittore, autore di canzoni e di teatro, regista e blogger, questo insolito “Gentil homme italien” (come lo ha definito la stampa internazionale) ha ottenuto, in ogni campo in cui opera, premi e riconoscimenti con unanime consenso di critica e di pubblico, tanto da essere considerato un punto di riferimento nell’attuale panorama musicale e artistico europeo. Oltre alle numerose collaborazioni, ha al suo attivo nove Album e una lunga serie di tournée in Francia, Germania, Svizzera, Belgio e Inghilterra dove ha partecipato con Ennio Morricone al Festival “Only Connect” al Barbican Centre di Londra. Nel 2007, Roberto Sironi ha realizzato il suo primo lungometraggio “Film di notte” che è stato proiettato durante il “Festival Internazionale del Cinema di Cannes 2008”. Come raffinato scrittore ha pubblicato interessanti opere letterarie.

È il pittore, però, che con questa intervista voglio far conoscere. Dopo gli usuali convenevoli – sono nel suo studio con Max Caramani, direttore editoriale della rivista “Effetto Benessere” che me lo ha fatto conoscere – e subito mi confida: <<Dopo aver scritto canzoni e pièce teatrali, indagato la musica e frequentato ogni tipo di palcoscenico, mi sono trovato nella necessità passionale e artistica di investigare la materia ed è con questo spirito che ho cominciato a dipingere. Il mio incontro con la pittura, mi sono avvicinato intorno al 2004, è avvenuto in quelle penombre, dove si annidano le più incomprensibili tonalità>>.

Cosa ti ha ispirato?

<<Fascino, intrigo e ricerca albergano e si nascondono in quello che noi abitualmente chiamiamo talento o creazione! Più che di ispirazione parlerei di un’avventura attraverso la materia, un viaggio nell’intuizione, un afflato di incoscienza multicolore, che con la sua forza di persuasione visiva ha generato questa mia passione per la pittura>>.

Hai avuto maestri o a chi ti sei ispirato?

img_e9224[1]<<Sia in pittura che in musica sono un autodidatta! Nella mia vita artistica non ci sono stati Maestri in particolare, solo un insieme di persone, personaggi e protagonisti del mondo dell’Arte in generale che hanno abitato per anni nei meandri della mia crescita culturale, nelle pieghe del mestiere, accompagnandomi, giorno dopo giorno, lungo il mio percorso artistico. L’Arte, per quello che mi riguarda, è indiscutibilmente un affascinante enigma; preferisco, perciò, lasciar le cose come stanno e lasciarmi andare in ogni direzione nel magma sfuggente e indecifrabile della materia>>.

Come e cosa dipingevi all’inizio?

<<Mi considero un collezionista di immagini e sono attratto dalle folle, dal “mondo deglilibertango-acrilicosutela-28x35-robertosironialtri”, quindi inevitabilmente nella mia opera pittorica questo tema è principale, non l’unico, ma sicuramente è una colonna portante e fondamentale del mio lavoro. Nel tempo ho scambiato il mio ruolo di “performer” con quello dello spettatore, scendendo dal palcoscenico per salire su di un metaforico palco per assistere al più grande spettacolo del mondo: la gente! La mia pittura è iniziata in questo modo: tele, colori e grande affetto per l’umanità>>.

Sto constatando che raramente utilizzi il pennello. O sbaglio?

<<È proprio così, perché ho la sensazione che questo strumento sia solo un braccio artificiale che potrebbe negarmi, appunto, l’incontro più selvaggio con la materia! Utilizzo spatole da muratore, stracci e qualche volta solo le mani! Sì, in effetti come si suol dire, mi piace sporcarmi le mani con quello che faccio, soprattutto, e in pittura accade spesso, quando una libertaria e anarchica confusione di colori si trasforma, per imperscrutabili ragioni, in Arte, in una nobile e attraente fonte di godimento>>.

Quando ti sei accorto che eri anche un bravo pittore, oltre che musicista, regista, scrittore e altro ancora?

robertosironi1<<Vedi, quando sei sul campo di battaglia non hai il tempo di contare i nemici, li affronti e basta! Io amo quel campo e soprattutto amo la battaglia! Certamente non mi considero un artista guerriero, ma un creatore di provocazioni artistiche, quello sì. Nella mia visione del mondo, l’Arte è ovunque, bisogna solo riconoscerla, provocarla, qualche volta sfidarla, quasi sempre eccitarla. L’ho fatto scrivendo canzoni, libri, testi teatrali, un film e da qualche anno, più o meno una quindicina, dipingendo… Ora mi sento anche pittore>>.

Quindi la pittura per te è più di una passione.

<<Certo. Come puoi constatare, non è solo la passione che mi porta a creare, c’è anche un furore romantico, una voglia insaziabile di oltrepassare un confine, una febbre interpretativa, un amore per la bellezza in tutte le sue forme. Ho bisogno di spazi e quegli spazi sono i territori del mio essere artista>>.

Dall’inizio fino a oggi, è stato un susseguirsi di mostre, in Francia, Svizzera, Germania, in Italia, tra le altre, a Milano, Torino, Pavia. Quali sono state le tue ricerche e i tuoi cicli pittorici?

<<Più che cicli direi processi creativi, che di volta in volta si trasformano in tematiche. Come ho già detto, ho trattato le folle, ma anche il mondo del Vino e quello della “Metronomicità” della Bicicletta! L’universo della Musica e l’Oriente, la Moda, l’Immigrazione e il Mare! Ho persino creato un progetto intitolato “Un biglietto del tram”, nel quale ho dipinto sino a ora più di 5000 biglietti dell’ATM di Milano, raccolti nelle strade, nelle metropolitane e sui marciapiedi della città. Il mio viaggio nella pittura, credo, proseguirà in una continua ricerca, un’avventura infinita tra colori, colpi di scena e di spatola!>>.

Oggi da dove trai ispirazione e stimoli per la tua creatività?

<<Ovunque si presenti un’occasione. Potrebbe essere nella quotidianità di un gesto, nella banalità di una parola, in un’immagine, in un pensiero! Riesco a troimg_9208[1]vare stimoli persino nella corsa – tutti i giorni corro per dieci, dodici chilometri – e non si può immaginare, in quella ipnotica gestualità, quante idee, progetti e intuizioni si possono nascondere. Quando corri, nella parte più silenziosa dell’anima, in casuali meditazioni, puoi trovarci illuminazioni stupefacenti, idee straordinarie, riflessioni che qualche tempo dopo diventano opere artistiche… In fondo un artista è un corridore per eccellenza, che deve muoversi in continuazione per sopravvivere in un mondo molte volte ostile, disattento e qualche volta “ignorante”, nel senso che ignora l’Arte, la dimentica, non la considera. Forse un artista nasce per “correre” ed è forse per questo motivo che raramente è al passo con la propria contemporaneità, ma sempre oltre>>.

Come definiresti la tua pittura?

<<Mi piace pensare che ogni mio quadro sia una finestra aperta sul mondo! Considero le mie opere dei “movimenti immobili” essendo un grande estimatore del movimento in tutte le sue accezioni, valori e significati>>.

Come e quali soggetti stai dipingendo oggi?

lanavedeifolli-acrilsutela-50×70-r.sironi<<Come puoi notare, tecniche, ricerca e intenzioni sono sempre quelle! Dall’acrilico, all’olio, alle tempere, il codice genetico della mia pittura rimane invariato. La sfida con la materia continua senza esclusione di colpi. Ogni quadro sarà sempre una parte di me che, nella sua conclusione, lascerà il mio mondo per entrare nella vita di qualcun altro. E quale riconoscimento più bello ci può essere per un pittore? Le opere non sono mai del solo artista, ma di tutto il mondo che lo circonda e portano in sé, e comunque, parti infinitesimali di un universo condiviso>>.

Hai abbinato musica e pittura in qualche occasione?

<<Da un po’ di tempo a questa parte non faccio altro! Dove c’è un concerto c’è sempre una mia mostra di pittura e viceversa. Quando presento un mio libro non manca mai un po’ della mia musica e qualche mio quadro. Cerco di proporre eventi dove le mie opere si fondono e si confondono in un solo evento, in un happening multicolore e letterario con tanto di colonna sonora>>.

Accenna brevemente ai tuoi progetti futuri.

<<Sto preparando una nuova tournée musicale che partirà in marzo, con un mio concerto al quale sarà associata una mia mostra dedicata alla musica, più precisamente al jazz intitolata “Jazz’Art”. Un nuovo viaggio, un’altra avventura sulla strada dell’Arte, l’unica strada che pare senza fine! Non è forse questo un indizio di continuità?>>.

Contaminazione nella musica, dunque. Che si tratti di immagini “suoni”, di scale musicali, di strumenti e di mani, talentuose come le sue, che “vibrano” di note e di quelle atmosfere? In fondo il jazz è il linguaggio musicale più autentico e riconosciuto del Novecento, sviluppatosi in fumosi locali, dentro atmosfere grigie di conflitti interiori, ma anche di colori sfavillanti.

Finora, la sua pittura è sempre stata pregnante: da quella legata al periodo deisprint-acrilicosutela-65x90-robertosironi “movimenti immobili” che riportano al mondo orientale, a quella legata alla passione per la musica o per le biciclette. Nelle sue opere, Roberto Sironi dialoga con una gestualità astratta e pur nell’adesione a una poetica informale, senza una costruzione geometrica, ma con una grande libertà espressiva carica di emozioni interiori, egli esibisce quasi sempre echi di presenze figurali o, comunque, grafiche. I timbri cromatici sono sovente vividi e caldi, spesso con bagliori luminosi. Nei suoi cosmi di colori vengono registrati contenuti in un’aura di mistero, con inserimento di totemiche rappresentazioni di società coi loro problemi, fino a quello attuale dell’immigrazione. In ogni suo processo creativo, Sironi propone tematiche stimolanti: visioni utopiche, figure concettuali proiettate in spazi senza tempo, con la stessa fluidità della musica, o su strade luminose cavalcate da due ruote o da altri mezzi, da pedoni o in palpitanti e magmatiche irradiazioni energetiche.

Giuseppe Possa

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G. Possa e R. Sironi

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