Ornella Pelfini, pittrice neosintetista

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Ornella Pelfini, pittrice neosintetista, è nata a Domodossola nel 1961. Sin dall’infanzia ha dimostrate spiccate attitudini all’arte e dopo iniziali influenze di tipo espressionista si è orientata verso un figurativo di ordine e sintesi dello spazio, ampliando la sua ricerca sul ritmo, movimento e colore più materico. Continua a leggere

Franco Esposito ricorda Giuliano Crivelli

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Riceviamo dallo scrittore Franco Esposito di Stresa, direttore della rivista culturale “Microprovincia”, questo ricordo dell’amico e artista Giuliano Crivelli, scomparso di recente, come riportato sul blog PQlaScintilla 

https://pqlascintilla.wordpress.com/2021/01/11/e-morto-giuliano-crivelli-artista-ossolano Continua a leggere

Un calendario da collezione, tra arte e poesia, con le fotografie di Mario Pasqualini

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Il calendario della Domo Graniti 2021

DOMODOSSOLA – È stato realizzato con le suggestive immagini del fotografo paesaggista Mario Pasqualini il calendario che la società Domo Graniti, nonostante le recenti difficoltà legate alla pandemia, ha approntato per il 2021, da distribuire ai propri clienti. Continua a leggere

È morto Giuliano Crivelli, artista ossolano

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DOMODOSSOLA – La scomparsa del pittore Giuliano Crivelli, avvenuta oggi, lascia un vuoto incolmabile nella cultura ossolana. La musica e l’arte furono le sue due passioni, al punto che, quando in tarda età smise di suonare, proseguì a dipingere musicisti e i loro svariati strumenti, che qualche anno fa raggruppò in un catalogo, “The saxophone on jazz parade”: un “concertato” variopinto di grafiche, incisioni, tecniche miste e disegni che, raffigurati in immagini “suoni” e scale “musicali” (l’autore è stato professore di musica, dando pure vita a diversi gruppi e complessi). Quel catalogo gli fu tradotto e stampato in inglese e ricordo ancora Crivelli, ormai ottantaquatrenne, con che entusiasmo m’informava di ritorno dagli Stati Uniti, del successo che aveva ottenuto quell’anno durante il jazz festival di Detroit, dove era stato invitato a esporre per l’occasione nel salone antistante al Millenium Auditorium del Marriott, nel centro del grattacielo della General Motors. Christopher Collins, saxofonista, presidente e direttore artistico del Festival, tra l’altro, scrisse: <<Crivelli è quel raro artista che esiste in molteplici dimensioni e che irradia maestria, virtuosismo e una singolare visione della condizione umana>>.
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La poesia del colore di Alfredo Belcastro (Omegna, 1893 – S. Maria Maggiore 1961)

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S. MARIA MAGGIORE – Nel 2021, sono sessant’anni che è scomparso il pittore Alfredo Belcastro e la Valle Vigezzo si appresta a festeggiarne l’anniversario, poiché ritenuto, dopo i grandi maestri di fine Ottocento e dei primi decenni del Novecento, uno dei più significativi artisti locali. Egli espresse la sua personalità consegnandoci opere paesaggistiche suggestive, sorrette dalla “poesia” del colore e da una tematica esemplare e palpitante. Continua a leggere

GIORGIO DA VALEGGIA E IL SUO CICLO DEGLI “HOMETTI”

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Nella  crisi pandemica, che stiamo attraversando con grandi paure e disagi, ci pare di riconoscerci negli “Hometti”, attuali più che mai, dell’artista ossolano. Lui, però, ce li proponeva già trent’anni fa, con visionaria “luminosità”.

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Intervista a Francis Sgambelluri, autore di “Ribelli non si nasce” (MnM Edizioni)

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Considero Francis Sgambelluri uno “scrittore ribelle”, uno dei narratori più autentici, emersi in questi ultimi anni, trascurati dalle grosse case editrici: un autore che riesce a fare, delle sue interminabili esperienze di vita e dei suoi innumerevoli incontri, materia di racconto. Nato nel 1942 in Calabria, quarto figlio d’una famiglia di braccianti e contadini, Sgambelluri aveva due anni, quando un uomo, senza una ragione, uccise suo padre con un colpo d’ascia in testa mentre lavorava nel campo. A sei anni suo zio Carlo gli disse qualcosa che lo colpì profondamente, suscitando in lui domande sulla vita, sul tempo, sulla morte, sull’esistenza o la non esistenza di Dio. Voleva risposte a questa sua improvvisa inquietudine interiore, ma non ne trovava e neppure lo zio sapeva fornirgliene, in modo esauriente. Continua a leggere

“Affinità criminali” di Rocco Cento, il secondo romanzo di una trilogia iniziata con “Vietato morire”.

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DOMODOSSOLA – Non si è ancora spento il clamore suscitato da “Vietato morire”, il romanzo di Rocco Cento (Ed. Mnàmon, Milano) – in cui l’autore, ribaltando le paure umane con un divieto, tanto d’attualità in questo periodo, racconta dell’ordinanza di un sindaco che impedisce la morte ai viventi, anche per le difficoltà che la salute pubblica incontra perché troppo cara – che già è in edicola il secondo libro di una sua trilogia. Trilogia, scritta a partire dal 1990, che allo scrittore, un pensatore fuori dal coro, è servita per sviluppare la sua ampia visione del mondo, in quanto aveva bisogno di elaborare un testo esteso, che non era possibile esporre in un solo romanzo: un po’ come Proust, nella sua “Recherche”. A Cento, che da giovane fu anche assessore alla cultura del Comune di Domodossola, città dov’è nato nel 1954 e che in passato ha già dato alle stampe tre raccolte di poesie e due libri di prosa, facciamo qualche domanda.
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Intervista a Silvana Da Roit: autrice del romanzo “I tunnel di Oxilla”

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Nata nel 1960 a Domodossola, si è dedicata tardi alla scrittura, proponendo dal 2015 articoli sul sito “I racconti del viandante”, storie della Valle Ossola. Lettrice compulsiva fin da ragazza, ha ora pubblicato il suo primo romanzo, “I tunnel di Oxilla” (Edizioni Convalle). Intrigante e scorrevole, è un racconto nel racconto, in cui s’intrecciano vicende che si muovono su due piani storici diversi: fine Seicento e primi anni Sessanta. Una storia ben costruita, nella ricerca e riscoperta di segreti passaggi sotterranei nel borgo di Domodossola, ormai dimenticati nel tempo. Questo libro si pone al lettore con un’accattivante, limpida fusione, tra spunti di storia e fantasia, tra leggende sentite o inventate di sana pianta. Da leggere. Continua a leggere

Era l’abitazione del nonno Giuseppe De Giorgi, ora è lo studio di Piergiorgio Novellini

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CEPPO MORELLI (VB) – Anche nell’Ossola, alcuni eredi di personaggi noti del passato conservano abitazioni che all’interno appaiono come piccoli musei. Una di queste è del pittore e decoratore Piergiorgio Novellini in Valle Anzasca, che ha lo studio nella casa del nonno Giuseppe De Giorgi (1870-1946), pittore e affreschista legato all’arte sacra. La casa di Canfinello, da lui decorata in stile Liberty racconta il nipote, “è stata finita nel 1899 dopo il ritorno da Bordeaux del nonno, dove era emigrato a 12 anni ospite della sorella maggiore sposata a Carlo Mariola, la quale tra gli altri figli nel 1884 ha avuto Henry Mariola pittore diplomato a Brera e tirocinante dello zio Giuseppe”. Continua a leggere