Gioxe De Micheli: Le trame della tela – mostra alla galleria “Biffi Arte” di Piacenza

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Chiara Gatti e Gioxe De Micheli

Nella storica sala “Biffi Arte” di Piacenza, via Chiapponi 39, si conclude a fine luglio la mostra personale di Gioxe De Micheli, presentata da Chiara Gatti che all’inaugurazione, tra l’altro, ha affermato: “Gioxe De Micheli, che ama il valore delle allegorie, narra storie di viaggio e viaggiatori attraverso ritratti di venditori ambulanti spersi davanti a un mare che non consola. Inutile sottolineare il fatto che, dietro i suoi orizzonti liquidi, ai carichi rovesciati, agli sprofondamenti lenti su fondali floridi d’alghe, ci sia tutta l’odierna letteratura della migrazione e del transito”. Continua a leggere

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A Gladys Sica per la poesia e a Luigi Papanice per la narrativa il Premio “BOGNANCO” 2019. Il Premio alla carriera a Umberto De Petri.

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col patrocinio del Comune e delle Acque Terme di Bognanco

Domenica 14 luglio 2019,  al Padiglione Rubino di Bognanco Terme (VB)

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si è svolta la cerimonia di premiazione dei vincitori del “Concorso di poesia e narrativa Bognanco Terme 2019” con interventi della presidente del premio, Elisa Contardi; del sindaco Mauro Valentini, che ha consegnato le targhe ai vincitori; dei critici letterari e d’arte: Enzo Nasillo e Giuseppe Possa. Franco Gattuso, presidente A.D.A. di Domodossola, Cosimo Russo (segretario) e Valter Zanetta, senatore emerito, hanno consegnato i diplomi offerti dall’associazione. E’ poi seguita, a cura di Tino Malini, la presentazione del libro “Storie dell’altro mondo” dello scrittore bognanchese Giancarlo Castellano (https://pqlascintilla.wordpress.com/2019/04/19/giancarlo-castellano-storie-dellaltro-mondo). A Umberto De Petri è stato consegnato il premio alla carriera, per l’occasione è intervenuto il suo editore Gilberto Salvi di Mnàmon (MI). Il pomeriggio, con la presenza delle donne in costume della Val Bognanco, si è concluso con un rinfresco conviviale. Fotografo ufficiale Michele Frasca.
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Al Balabiòtt di Domodossola espone Michele Scaciga

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Al gastropub “Balabiòtt” di Domodossola, in via Binda 16, alcuni quadri del pittore e geniale artista Michele Scaciga, resteranno esposti fino a fine agosto. Il personale tratto informale, dinamico e sicuro, rendono esclusive le sue creazioni.

Michele ScacigaIMG_E0886[1], padrone del disegno, delle tecniche gestuali e cromatiche (dopo il diploma di geometra, ha frequentato a Milano la “Scuola di Fumetto” in via Savona e al Castello Sforzesco la “Scuola di Arte e Messaggio”), è stato il primo pittore ossolano – e allora era giovane – ad accorgersi che il mondo delle arti visive stava cambiando rapidamente, “contaminato” dai nuovi mezzi di comunicazione e di fruizione delle opere. Continua a leggere

Pubblicata la rivista annuale 2019 della Comazzi Bus

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Dopo il successo del primo numero pubblicato nel 2018, anche quest’anno la Società Comazzi distribuisce un periodico di bordo, “Comazzi: Bus(Direttore Responsabile: Raffaele Frassetti), che informa e illustra la propria attività con le fotografie “artistiche” (non solo promozionali) di Carlo Pessina. Infatti, puntuale a Giugno 2019, è uscito il nuovo numero dell’interessante iniziativa editoriale e bisogna subito dire che riviste patinate, belle, di oltre 120 pagine, come questa, in tempo di piena crisi, tirate in 5000 copie e distribuite gratuitamente è difficile trovarne in giro. Continua a leggere

Pier Luigi Battistini: Canzosìe

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Pier Luigi Battistini (a sinistra di Luisa Morgantini) durante una visita (da lui organizzata) di alcuni cittadini di Villadossola, all’allora VicePresidente del Parlamento Europeo (foto di Giorgio Calvi).

Pier Luigi Battistini in questo pregevole volumetto (edito da La Pagina di Villadossola e stampato dalla Andersen di Boca) ha voluto raccogliere buona parte della sua produzione letteraria: mezzo secolo di scritti, tra canzoni e poesie, che sarebbero rimasti chiusi nel cassetto, se non avesse deciso ora di pubblicarli per farli conoscere al pubblico.

<<Tutto è iniziato  a 14 anni – ci confida – quando un mio amico e io decidemmo di imparare a suonare, lui scelse la chitarra e io la chitarra bassa>>. A scuola di musica andarono da un vecchietto che impartiva lezioni, ma naturalmente i genitori pretesero che la priorità fosse lo studio, se volevano assecondare il loro sogno. Così, rispettando i patti, dopo un paio di anni il giovane Gigi (come lo chiamano ancora gli amici) comincia la sua avventura di suonatore, tra gli anni Sessanta e Settanta, nel complesso ossolano de “I Lupi”. All’inizio scrive e musica canzoni, in seguito poesie: <<Mi cimentavo con tutti gli argomenti – afferma – come i fatti quotidiani, i grandi eventi, l’ecologia, l’amore, poi i figli, la vecchiaia e la fine che prima o poi sarebbe arrivata>>. Gli impegni della vita, tuttavia, lo costrinsero al lavoro, è un ex capostazione ora in pensione. Il perché di questa svolta lo racconta candidamente, con una punta d’ironia: <<Un giorno ascoltando l’intervista a un famoso cantautore genovese scoprii un’amara verità. Gli posero una domanda… Come si comincia a scrivere canzoni o poesie? E la risposta fu lapidaria: tutti da sedici a vent’anni scrivono canzoni e poesie, poi continuano solo i poeti e i pazzi. Avevo scoperto di essere un pazzo nel senso buono della parola, perché dopo una certa età, con tutti i problemi che ti riserva la vita, solo un “pazzo” continua ad affidare alle canzoni e alle poesie i suoi pensieri>>.

Ha provato anche in dialetto di Villadossola (VB), dove tuttora Battistini, proveniente con i suoi genitori dalla Romagna, vive (negli anni Novanta, è stato anche assessore comunale alla cultura): <<La gente scoprì che scrivevo, così diventai anche quello che faceva le poesie per tutte le occasioni come nascite, compleanni, anniversari e morti. Non ero un poeta, ma quello che “scriveva le poesie”>> [Ne creò anche di umoristiche (qui però non appaiono) per serate carnascialesche o per “Il Tavan”, una pubblicazione satirica ossolana che esce una volta l’anno, a Carnevale. Un anno, provenienti dal Salon du Livre, che si teneva nella città di Salon in Francia, l’amico Giorgio Quaglia e io, titolari di questo blog, ne fummo benignamente “touché”!].

Da dove iniziano, generalmente i poeti a forgiare i loro versi? Facendo la corte alle donne che “transitano” dalla propria vita… e allora Battistini ci propone per  pIMG_E0711[1]rimi due dei diversi componimenti dedicati alle emozioni giovanili: “Io… Laura” e “Piera”, il cui finale suona così: <<dell’estate hai lo splendore/ della primavera il pudore/ dell’inverno l’aria frizzante/ dell’autunno lo sguardo sognante>>. Ovviamente, però, la sua produzione di “Canzosìe” è molto vasta e Gigi l’ha suddivisa in capitoli per “temi”: dal sociale e grandi avvenimenti, alla solitudine tra migliaia di persone a Milano nel periodo iniziale di lavoro; dalle canzoni dedicate a vari personaggi o ad argomenti della vita, alle filastrocche per la figlia; dalle gioie e dolori, ai problemi e alle domande esistenziali; dai sogni e dalle speranze, attraverso le delusioni  e i quesiti irrisolti, fino alla constatazione che gli anni passano e noi con loro.

Anche in dialetto Gigi si è cimentato con versi “gustosi” eppure, come lui afferma, con una punta di rammarico: <<Ogni volta che partecipavo al concorso di poesie inedite indetto alla memoria di un grande concittadino, poeta dialettale, le mie composizioni (nonostante il consenso pieno del mio personale “critico”) non hanno mai avuto nemmeno una gratificazione da parte della giuria, così dopo 13 edizioni ho deciso di smettere>>. [Ma come, Gigi, non ti hanno considerato i giurati nella tua e nostra Villadossola? Vuoi vedere che, se i giurati avranno la compiacenza di leggere attentamente queste tue “canzosìe”, quest’anno ti danno il premio alla carriera?].

Ma aldilà di questo, dando un giudizio finale d’insieme, devo dire che Pier Luigi Battistini ha una profonda cultura, un ritmo da “cantautore” e una buona vena lirica, con rime, assonanze e versi sciolti cadenzati, come questi: <<spero che questo semplice rimare/ vi aiuti e ci aiuti a pensare>>. Per finire, da “canzoniere”, con la strofa in quarta di copertina: <<Peccato di presunzione/ sincero, guascone. / Partire e non lasciare/ una mia goccia nel mare./ Adesso le Canzosìe/ sono vostre oltre che mie>>. Anche se in questi anni siamo cambiati, attitudine e ispirazione in lui sono le stesse: il passato si concilia bene con il presente, passando da un rimare da “folli” (per dirla col noto cantautore genovese) a momenti più introspettivi che definirei decisamente “poetici”, anche se al nostro autore la parola sembra incutere soggezione.

Giuseppe Possa

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PQlaScintilla intervista Massimo Nesti

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un artista che dipinge le forme del corpo umano avvolte e spezzate da vortici e linee di forza che ne scandiscono il ritmo.

Massimo Nesti, un pittore nel pieno della sua maturità artistica, vive e opera aMassino_Nesti_TouchArt Senigallia, nelle Marche, dove organizza corsi di disegno, pittura, grafica, illustrazione, design e fumetto lavorando a stretto contatto con la sua compagna Cristina Verdelli. Qui, promuove e propone progetti didattici e formativi, seguendo con professionalità e passione i giovani studenti o gli adulti che vogliono avvicinarsi al settore della comunicazione.<<Mi occupo della gestione e dell’organizzazione dei corsi di Arti figurative nello “Spazio Artistico NV.ART di Senigallia>>, mi dice al telefono, quando lo contatto per un’intervista. Continua a leggere

“Enigmic Art”: mostra a La Fabbrica di Villadossola

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43643535_2097699743643109_1881273736678604800_nA Villadossola, martedì 4 giugno, alle ore 18, nella sala espositiva del Teatro La Fabbrica, 10 artisti della provincia del Verbano Cusio Ossola inaugureranno la loro mostra collettiva “Enigmic Art”.

Nella sala espositiva del Teatro La Fabbrica di Villadossola (VB), con il patrocinio del Comune, martedì 4 giugno, alle ore 18, sarà inaugurata la mostra “Enigmic Art” che intende documentare alcune delle ricerche artistiche della nostra provincia. Continua a leggere

“Boschi dipinti”: mostra di MARIO PASQUALINI a Domodossola

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(Foto M. Stringara)

L’esposizione delle sue fotografie è visitabile allo Studio Quadra di Domodossola (via Marconi 26) fino a fine agosto (orari d’ufficio: da lunedì a venerdì: 8.45 – 12.45 e 15.00 – 18.45; sabato: 8.45 – 12.45). I suoi sono boschi incantati con immagini dal taglio per lo più verticale, realizzate con la tecnica del mosso intenzionale, ottenuto facendo oscillare la fotocamera durante il tempo di posa, così da ottenere l’effetto del movimento. Ne parliamo con la professoressa Anna Brambati. Continua a leggere

Mostra di Sergio Bertinotti: “Via Vitis”

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Sabato 25 maggio, alle ore 17.30, nella Sala mostre del “Teatro La Fabbrica” di Villadossola sarà presentata da Maurizio De Paoli la mostra “Via Vitis” di Sergio Bertinotti, quattordici tele (oltre una di epilogo e un’altra di prologo) raffiguranti lecopertina via vitis “tappe” del singolare percorso, originale e unico nel suo genere,  che l’artista di Mergozzo ha dedicato alla vite e al vino. Nel contempo sarà presentato anche il catalogo di queste opere, con le riflessioni di Mons. Giovan Battista Gandolfo, gli scritti di Pier Franco Midali e di Giuseppe Possa (che per l’occasione parlerà del pittore e dei suoi cicli artistici). Durante la serata, Midali e Renato Boschi illustreranno, poi, il percorso “Via Vitis” che, qualora realizzato, unirebbe idealmente tutti i comuni viticoli dell’Ossola e diverrebbe un tragitto turistico che associa l’arte alla viticoltura. La mostra gode del patrocinio del Comune di Villadossola e sarà introdotta dal sindaco Bruno Toscani. Pubblichiamo qui di seguito la prefazione al catalogo di Giuseppe Possa e la postfazione di Pier Franco Midali. Continua a leggere

Alessandro Chiello: “All’ombra dei cipressi. Viaggio tra le tombe dei grandi” (Ed. La Pagina, Villadossola – pg 200 – € 15)

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Non lasciatevi fuorviare dal titolo, poiché il viaggio dell’autore tra le tombe dei grandi,copertina libro chiello non ha nulla di macabro, né di perverso. A stimolarlo, negli anni, a visitare i cimiteri più importanti d’Europa, è stata la passione per la storia, che dall’interno dei loro sarcofaghi marmorei possono raccontare. Tutto è cominciato a Parigi: “Una guida turistica inseriva, tra le attrazioni da non perdere, una visita al cimitero di Père-Lachaise” racconta Alessandro Chiello, ormai noto scrittore ossolano di gialli, ma non solo, perché alcune sue pubblicazioni spaziano tra arte, musica, cinema, sport e perfino politica: tutte attività da cui è stato attratto fin da giovane, “La cosa mi sorprese, avevo appena vent’anni, non riuscivo a concepire una passeggiata in un camposanto come qualcosa di attraente. Leggendo ne compresi il motivo: il tour riguardava le personalità famose che vi erano sepolte”. Continua a leggere